la "Parenzana",
"Strada della salute e dell'amicizia"

da Sportellate di soluzioni originali

deltalimatrieste


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aggiornato al 22 febbraio 2018 (il controllo della corretta pressione degli pneumatici e` equivalente al doping)

Wikipedia.it - esperienza tragica
Nonciclopedia.wikia.com - come sopra

Se volete conoscerne la storia, rivolgetevi ad altri siti; segnalo, per esempio, Muzej Parenzana di Izola - Slovenija.
Io non vi diro` quanto era lunga in centimetri, non vi raccontero` gli aneddoti dei fichi spalmati sui binari, non mostrero` gli effetti della bora e non vi tediero` con la storia dei portoghesi.
 
Il "Pot zdravja in prijateljstva" e` un'iniziativa, comune ai tre Paesi interessati dal percorso della ferrovia austro-ungarica Trieste-Parenzo, per trasformare codesto tracciato in una pista ciclo-pedonale.
Il primo impegno, preso per noi il sei ottobre duemila dai sindaci di Dolina, Muggia, Trieste e Duino-Aurisina (che c'entra?), in una riunione nella citta' di Izola assieme agli altri sindaci interessati dal percorso della Parenzana e` stata una "Lettera d'intenti", nelle tre lingue, con lo scopo di bloccare le edificazioni lungo il tracciato, ricostruire le parti mancanti (ponti, ecc.), raccordare le parti interrotte, pareggiare o asfaltare il fondo, ecc. fino a farne un percorso usufruibile da tutti attraversando i confini di stato. Altro compito: celebrare il centenario di questa ex linea ferroviaria il primo aprile duemiladue con il massimo risalto.
lettera

In Italia:

Sono in corso indagini... Posso anticipare pero`, che, in barba alla "Lettera d'intenti", non e` stato fatto NULLA.Vi mostro come si presenta l'entrata in Italia (che sarebbe a cura del comune di Muggia), il 16 dicembre 2007:

italiaa
Grazie Stener e successori!
Nella foto si vede una ciclabile asfaltata, in territorio sloveno, che termina (o inizia) sotto un ponte in pietra contro una parete di arbusti, sterpi e piante varie: e` la parte italiana. Una vergogna.
In questi casi io mi domando: cosa abbiamo noi meno degli Sloveni e dei Croati? Risposta?
Mi dispiace, inoltre, che alcuni volonterosi (tra cui Marcello) s'illudano di trovare qualche traccia di questo percorso dal confine verso la stazione di Campo Marzio; forse un centinaio di metri si possono individuare dopo quel ponte che ho mostrato: lo sviluppo di nuove strade, case, zone industriali e demaniali, cave, ferrovie, bonifiche, parcheggi ecc. hanno cancellato tutto. La sfortuna ha voluto che il nostro percorso della Parenzana attraversasse una zona densamente popolata ed in via di espansione.

Novità mondiale: su "Il Piccolo" appare, il 7 agosto 2012, un articolo di 619 parole dal titolo "Muggia collegata a Parenzo con la nuova pista ciclabile"; sarà vero?
In realtà così non è; l'autore, con un confuso e prolisso uso di celebrazioni, partecipanti, progetti, ricorrenze e contributi, intendeva dire che i primi ed ultimi 507 m del tratto italiano (550 totali meno 43 per l'accesso), dopo 12 anni dalla "Lettera d'intenti", sono stati a malapena asfaltati.
Il ciclista che proviene dalla Slovenia ora può arrivare in Italia senza doversi arrampicare sul ciglione della pista! Ma dove arriverà? Tra le case del lato ovest della valle dello Škofijski zatok, il ruscello di Skofie.
Vediamola:
su una carta al 5000 (ma ... e` tutta qui?)                     il ponte subito dopo il confine
p.o.
Ma come li costruivano questi ponti cent'anni fa? E' di uno splendore unico, sembra appena fatto. Sulla sinistra notate il moncone dell'albero che aveva quel lungo getto verticale vicino allo zaino della prima foto.
Ci sono, però, dei commenti da fare; a circa meta` del breve percorso vi era una discarica, ma non e` stata bonificata: i materiali sono stati allontanati spingendoli piu` lontano; un parapetto in legno, di un'estetica oltraggiosa, difende un piccolo avvallamento del terreno in compagnia di alcuni elettrodomestici. Cosa avranno notato i Beati Costruttori di Pace che sono passati per primi:

la discarica,                                                                lo steccato o gli elettrodomestici?
u.y.
Queste notizie sono del 19 agosto 2012, e sono dedicate a Marcello, grande entusiasta.

Le foto presentate sul nostro giornale del 22 agosto (pag. 15) non rispondono a verità! Chi percorre la pista non vede né le auto, né le montagne di copertoni, infatti il nastro d'asfalto, nelle foto, non appare; non si parla della brevità del tratto e si situa il confine all'altezza del ponte (un "bravo" a Livio Missio).


In Slovenia:

presento la carta al 25.000:
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Questo e` il tratto iniziale della strada ferrata originale (ricavato dalle carte Slovene al 5.000) e non e` percorribile tal quale per le modifiche stradali e la costruzione di edifici sopravvenute; bastera` pensare che, su queste carte, manca la galleria artificiale di Škofije della strada a scorrimento veloce e lo svincolo autostradale di Srmin.

Arriva l'autostrada: la carta e` al 50.000, la traccia e` blu per non confondersi con le strade (1 e` la stazione di Dekani, 2 e` il punto dove non si hanno piu` tracce, sulle carte della zona, del vecchio percorso, si entra nell'aia di una casa).
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nell'ortofoto, si notera`, in alto a destra, quale tipo di ponte e` stato costruito (ed immaginatevi con quale spesa) per avvicinarsi il piu` possibile al percorso originale (scavalca l'equivalente di otto corsie).

La pista ciclabile D-8

- da Rabuiese a Spodnje Škofije - Valmarin

Parte, in asfalto, dal ponte che ho presentato nella prima foto, attraversa alcune proprieta` in costruzione (frontisti) che si affacciano sul percorso, interseca alcune strade, segue parallela la strada a scorrimento veloce che va a Capodistria, attraversa la galleria artificiale sulla sua copertura, torna indietro descrivendo una "U" e raggiunge Skofie di sotto (spodnje=bassa, di sotto); le indicazioni stradali si perdono (anche a causa dei lavori in corso), ma, a naso, si riprende il percorso in discesa verso Villa Decani...
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mappa al 25.000                                                         profilo

non posso resistere dal mostrarvi la "finta galleria" scavata in trincea (grazie Zupin!).
ddaeea
al naturale...                                                                con la traccia del biker...

- da Spodnje Škofije a Dekani

E` un percorso molto breve, quasi tutto in discesa, che attraversa l'autostrada, rasenta un complesso industriale, interseca la provinciale ed arriva alla ex stazione di Villa Decani. Bisogna fare attenzione ai panettoni, e rallentare, perche` sono molto vicini ed un errore di valutazione potrebbe portare il ciclista ad una caduta rovinosa.
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mappa al 25.000                                                        profilo
  
Questi due primi tratti, con uno sviluppo di circa 6km, sono da considerarsi un tutt'uno ma hanno un handicap perche` non consentono alternative al rientro che, per forza, dev'essere rifatto sullo stesso percorso in quanto la superstrada non e` percorribile dai ciclisti. In alternativa, il ritorno per Ancarano, Lazzaretto, Muggia, Rabuiese vi costerebbe 20 km.

- da Dekani a Bertoki

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parte del cartello celebrativo-esplicativo

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fronte (parziale) e retro della ex stazione di Villa Decani; ... si fa` quel che si puo` per ricoverare l'auto.

La ciclabile passa davanti all'edificio. In discesa passa sotto la ferrovia Koper-Divača, attraversa, su un nuovo ponte in legno, il Risano e raggiunge il punto segnato PP, in zona Lazaret, sulle carte che seguono. Non proseguire per LL che serve solo un casolare, ma svoltare a sinistra sulla provinciale; fatti 861 m si arriva allo svincolo di Arjol, si gira a destra, si fa il ponte sulla H5 e, a sinistra, ben segnalata (KK), riprende la D-8.
xxaeea

- da Bertoki a Koper

Siamo in localita` Bazilio con alcune casette di frontisti, vendita di miele e singoli discoli locali che la percorrono in motorino. Ci aspettano circa 2.250m di strada che definiro` in "macadam bituminoso con riporto di ghiaietta" (e` una strada asfaltata ma non rullata per farla liscia che trattiene naturalmente la ghiaia; molto confortevole per chi cammina o corre, meno per le ruote della bici) fino al parcheggio della stazione ferroviaria. Qui, fino al termine di importanti lavori che sono in corso, ognuno va per la sua strada e cerca di uscire dalla citta` in direzione di Isola. Per il ritorno, vi ricordo che ho sperimentalmente dimostrato che esistono altre ciclabili in citta` oltre la D-8 ...

- da Koper a Izola (da Capodistria a Isola)

Una volta in vista del mare, potete lasciare Capodistria ed arriverete ad Isola dopo 4,4 km cercando di non distrarvi piu` di tanto lungo il percorso perche`, se da una parte ci sono gli scogli, dall'altra c'e` il rovescio del guard-rail! Quello che manca, in modo deciso, e` la possibilita` di fermarsi con un minimo d'intimita`. Se vi fermate con le spalle a monte e vi sedete su un panettone, in una domenica mattina, mettiamo il 30 di dicembre, avrete dietro 7429 auto/ora e davanti 50 podisti/ora + 2 monache/ora + 12 mamme con carrozzina/ora + 73 ciclisti/ora. Figuratevi far la stessa prova in maggio!
Devo assolutamente mostrarvi due foto che ho rubato al sito istrianet.org (che vi invito caldamente a visitare) dove si vede che, effettivamente, la ferrovia marciava lato mare e, anzi, sopraelevata rispetto alla strada ed esattamente dove voi andate in bici.
istrianet.org.
istrianet.org.
La cosa strana e` che, morfologicamente, sembra di essere sulla strada per Lazzaretto; la cosa bella e sconvolgente sono i pini marittimi: tanti, splendidi, d'un verde abbagliante, rigogliosi, vecchi e simpatici.

- da Izola a Strunjan (da Isola a Strugnano)

Al primo incrocio con semaforo si gira a sinistra e si sale, poi a destra sul dritto (sul marciapiede), all'incrocio a sinistra, si sale, poi a destra sul dritto in istrada. Si vedono, a dx, tre palazzi creati da un ingegnere parente di quello che ha costruito la nostra piscina arlecchino; da fotografare! La traccia rossa consiglia di continuare per l'asfalto, ma se avete l'occhio vigile, potete presto girare a sinistra ed imboccare una carrabile ripercorrendo una parte del vecchio tracciato non ancora sistemato. Si sale fino alla galleria chiamata Šalet (franc. chalet) con imbocco stimato a 65 m (DEM 76) e uscita a 60 m (DEM 67), illuminata e lunga 210 m, segue, se piove (e oggi piove), piazzola di sosta. Si scende, dopo un bypass dovuto alle umane vicissitudini, nella Strunjanska Dolina e si riprende sottomonte fin quasi alle saline. Prestare attenzione ai fuoristrada locali (semi-autorizzati) che sfrecciano esaltati (per esempio una Lada Niva bianca con tanto di tabella, scritta di due parole non decifrata con lampeggiatori gialli ai lati; il tutto sopra il parabrezza) credendo di essere alla Parigi-Dakar.

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piazzola di sosta                                                            profilo

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la discesa                                                                   galleria in salita (sul ritorno)

- da Strunjan a Lucija (da Strugnano a S.Lucia)

S'incomincia dal semaforo posto in fondo al lungo rettilineo coi pini marittimi salendo la collina (quasi in parallelo alla magistrale che va a Portorose), su asfalto, fino alla galleria. Di questa, di nome Valeta (i locali la chiamano Lucan, in antico era "di Monte Luzzan"), lunga 550 m, si apprezza la pulizia, l'illuminazione ed il fondo asfaltato fino alla base delle pareti; si osserva che parte della galleria e` in salita e parte in discesa (strano no?). Si esce percorrendo in discesa un borgo, vi sono in corso dei lavori per la posa di un cavo, e si arriva a S.Lucia a livello del mare. A naso, come gia` successo a Capodistria e ad Isola, si cerca di uscire dal paese. L'unico sistema e` inserirsi nel traffico diretto a Pola.

- da Lucija a Seča e poi a Sečovlje (da S.Lucia a Sezza e Sicciole)

Si sale, dal distributore OMV, la collina (30 m) e ci si precipita, su di un pave` tremendo, fino all'ingresso (a pagamento) delle saline di Sicciole. Piccola retromarcia e si scopre la ciclabile che, facendo il periplo dell'area naturalistica, ci portera` verso il confine.

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parco di confine                                                          piazzola

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le saline viste dal costone croato in una giornata infelice (hanno egualmente il loro fascino) e l'acquedotto sul Dragogna

Si prosegue, sempre a livello del mare, tra stradine e sottopassi fino ai posti di blocco SLO-CRO. La pista, normalmente D-8, si chiama anche 931601.

Volete vedere le ortofoto rubate a geopedia.si su questa ciclabile pel tratto sloveno?

In Croazia:

Appena passato il blocco croato si prende a destra, si passa sotto la casa di Joško, e si va lungo l'argine sinistro del Dragogna verso il mare, si passa la stradina che porta alla stazione di pompaggio Gabrijeli dell'acquedotto del Risano, e si trova l'inizio della ciclabile. Si tratta di una modifica al percorso originale ma lo si riprende in breve.

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inizio                                                                           tabella riassuntiva

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pianta                                                                         tipo di fondo

Si sale su strada battuta e frequentata (anche da cavalli), ma molto uniforme. Si arriva dopo 3,2 km alla quota di circa 79 m. Qui s'incrocia la strada asfaltata che porta, in discesa, al villaggio turistico di Kanegra e la ciclabile continua ma, stavolta, siamo su un'incompiuta: il fondo e` la massicciata originale senza le traversine e le rotaie! Impraticabile. Oggetto, tra l'altro, di un recente incendio, inspiegabile vista la presenza di tante strade. Proseguire per curiosita` per qualche centinaio di metri, va bene; ma di continuare, non e` il caso. Segnalo questa bella pietra (T.P.C. sta per Trieste-Parenzo-Canfanaro), che avrebbe un valore se non si trovasse ad una decina di metri da una gemella col numero 39.

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massicciata                                                                 miliare (vera o fasulla?)

La mia esperienza della Parenzana, in Croazia, si conclude qui (siamo in febbraio del 2008).


Link al sito ufficiale Slo/Hr con notizie varie, foto, traccia kml, video, ecc. (in via di perfezionamento):

http://www.parenzana.net/it/home - visto il 25/8/2012



Wikipedia.it

Io non sono molto preparato ed avvezzo all'ambiente, ma volevo dare il mio contributo nella determinazione delle quote delle stazioni e fermate della voce "Ferrovia Parenzana". Dopo aver consultato carte, tracce, siti e varie (istruzioni e simboli), ho realizzato, con impegno, una modifica del percorso con questo aspetto (suscettibile comunque di perfezionamenti):
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bf
fr
aq

Voi potete credere che dopo due giorni, per l'intervento di un FriedrichStrasse qualunque che corregge U17 con U, tutto questo lavoro, costato una settimana di lavoro e di collegamenti in rete, e` andato perduto? Non solo (io non me ne sono accorto), altre correzioni si sono susseguite sulla pagina tanto che il ripristino non e` piu` possibile. Allora, ricevute le scuse inutili del gia` citato, mi sono inventato una procedura per annullare tutte le modifiche fino a raggiungere la mia (annotandomi le correzioni annullate per ripristinarle ad obiettivo raggiunto), ma ...!? Ma cosa?
Interviene d'autorita` l'amministratore o moderatore che, nel bel mezzo di un salvataggio, mi sega mezza pagina e chiede cosa si sta facendo. Perso il filo, rispondo, non metto la firma (che non serve), scrivo le mie intenzioni, metto la firma, tento di correggermi, la pagina e` occupata da altri, mi scuso e li mando a cagare.
Provate a vedere questa tabella com'e` oggi sulla Ferrovia Parenzana in Wikipedia.it! (6 ott MMX)


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Incredibile! Nel 2015 incontro questo sito "umoristico" che si basa su regole sui generis e rinforza le pagine con espressioni scurrili, parolacce, offese e volgarità gratuite su tutti e su tutto.Gestito da una banda di mentecatti disposti a tutto per preservare le loro "creature" e respingere gli altrui modi di vedere o pareri. Come su wiki, ho trovato persone ignoranti: uno mi ha scritto: Se ti sei iscritto solo per continuare l'edit war hai sbagliato sito. --{{Utente:MisterDi/firma}} 18:11, giu 24, 2015 (CEST) (ma se avevo un IP random prima di farlo!). Continua...

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